YO SOY e quel momento della vita in cui inizi finalmente a scegliere te stessa
Ci sono collezioni che nascono semplicemente per essere belle. E poi ce ne sono alcune che sembrano raccontare una sensazione precisa, quel momento della vita in cui qualcosa cambia dentro di te.
“YO SOY” di Pepita Viajera ci ha colpite proprio per questo.
Non parla solo di viaggio, accessori o quotidianità. Parla di identità. Di libertà personale. Di quel percorso silenzioso che molte donne iniziano a fare quando smettono di vivere soltanto seguendo ciò che ci si aspetta da loro e iniziano, finalmente, a chiedersi:
“Che cosa mi fa stare bene davvero?”
Il viaggio più importante spesso non si vede
A volte pensiamo ai viaggi come a qualcosa che ci porta lontano. Nuovi posti, nuove città, nuove esperienze.
Ma esistono anche viaggi invisibili. Quelli interiori.
Quelli che iniziano quando impari ad apprezzare la calma più di un premio. Quando diventi più selettiva con le persone, con il tuo tempo e con le esperienze che scegli di vivere.
Quando inizi a dire “sì” perché lo senti davvero e “no” senza sentirti in colpa.
Quando smetti di cercarti continuamente nello sguardo degli altri e inizi ad amare ciò che sei dentro.
Forse molte di noi stanno vivendo proprio questo momento, anche senza dirlo apertamente.
Le linee che cercano di allinearci
Uno degli elementi più belli della collezione è il suo simbolismo.
Le linee rappresentano tutto ciò che cerca continuamente di allinearci: aspettative, regole non scritte, modelli da seguire. Il cerchio invece rappresenta l’identità individuale, la libertà di essere sé stesse anche quando significa uscire dai percorsi prestabiliti.
Ed è incredibile quanto questo tema oggi risuoni soprattutto tra le donne.
Perché siamo cresciute imparando a essere tante cose contemporaneamente: affidabili, presenti, produttive, perfette, organizzate. Ma spesso senza chiederci abbastanza cosa desiderassimo davvero noi.
E forse la libertà più grande arriva proprio quando inizi a lasciare andare tutto ciò che non ti rappresenta più.
Gli oggetti che scegliamo parlano di noi
Forse è anche per questo che oggi ci affezioniamo così tanto ad alcuni oggetti.
Una tote bag piena di libri e taccuini. Una penna preferita. Un’agenda che portiamo ovunque. Piccoli rituali quotidiani che sembrano semplici, ma che in realtà parlano tantissimo di chi siamo.
Non scegliamo più solo cose belle. Cerchiamo cose che ci somiglino.
Ed è questo che rende alcune collezioni speciali: il fatto che riescano a farci sentire viste.
E voi, in quale momento vi siete sentite più voi stesse?
Forse durante un viaggio.
Forse cambiando lavoro.
Forse iniziando a dire qualche “no” in più.
Forse tornando a scrivere.
Forse semplicemente smettendo di voler piacere a tutti.
Mi piacerebbe davvero leggere le vostre risposte nei commenti.
Perché a volte scoprire che altre donne stanno vivendo emozioni simili alle mie fa sentire in un gruppo… e molto più libere.
✨ Sii libera. Anche fuori dalle linee.


