Penne Charm

Il vezzo di Nonna Paffetta. Piccole tradizioni familiari

Un caffè, un segreto e il “Vezzo” della Nonna Paffetta

Accomodati, amica mia. Prendi una sedia, io intanto verso il caffè. Lo senti questo profumo? È lo stesso che c’era a casa di mia nonna, la Nonna Paffetta, ogni volta che decideva che era il momento di “mettere ordine ai pensieri”.

Sai, dalle nostre parti, in Campania, abbiamo questa fissazione (dolcissima, eh!) per il gesto. Non è solo cosa fai, ma come lo fai. La nonna diceva sempre: “’A penna è ‘a sposa d’o penziero” (la penna è la sposa del pensiero). E dimmi tu, hai mai visto una sposa andare all’altare senza un briciolo di ornamento?

La tradizione del “Vezzo” (o come farsi bene al cuore)

Nonna Paffetta non scriveva mai con una penna “nuda”. Diceva che era scortese, quasi come accogliere un ospite in pigiama! C’è questa antica usanza, un po’ dimenticata ma che io tengo stretta, di “battezzare” gli strumenti del cuore. Le sarte legavano un nastro alle forbici, le ricamatrici mettevano un santino nel cestino dei fili… e la nonna? Lei metteva il Vezzo alla penna.

Penne charm

Diceva che il “Vezzo” serviva a dare peso alla mano: se la penna è leggera, il pensiero vola via e si perde; se la penna ha un “gioiello”, allora capisci che quello che stai scrivendo è importante. È il modo campano di dire: “Datti valore, piccerè!”.

Il gioco del destino (perché noi al destino un po’ ci crediamo…)

Ti racconto questa: la nonna non sceglieva mai quale decorazione mettere. Teneva tutto in un vecchio cestino da cucito, chiudeva gli occhi e pescava.

  • Usciva la Farfalla? “Oggi si scrive di sogni, che la vita è già troppo pesante e abbiamo bisogno di aria”.
  • Usciva il Fiore? “Oggi ci vuole pazienza. Scrivi piano, riprenditi il tuo tempo, che le cose belle crescono con calma”.

Non era lei a decidere, era il destino che le suggeriva come affrontare la giornata. Una sorta di “oroscopo della scrivania”, se vogliamo chiamarlo così!

L’insegnamento: Il miracolo della cura

Ma la cosa che più mi è rimasta nel cuore è come mi insegnava a montarlo. Mi diceva: “Non stringere troppo, ma non lasciarlo lento. Deve sentire il calore delle tue dita”. Prendere quel piccolo filo di ferro, farlo girare con dolcezza attorno alla penna… amica mia, è una meditazione! In quel momento non stai solo decorando un oggetto che può costare tanto o poco; stai dicendo a te stessa: “Io merito bellezza, anche nelle piccole cose”.

Una curiosità tutta nostra

La nonna aveva il culto del “piccolo dono”. Il Vezzo è proprio questo: un pensierino che fai a te stessa. È un modo per trasformare un martedì qualunque in una festa della creatività.

Quindi, la prossima volta che prendi in mano la tua penna per scrivere la lista della spesa o il tuo sogno più grande, guardala. È nuda? Ha bisogno di un vestito? Io nel mio cestino qui in cartoleria ne ho preparati un bel po’, proprio come faceva la nonna. Se ti va, lasciamo che sia il destino a decidere quale amuleto deve accompagnare i tuoi racconti questa settimana.

E tu? Avevi anche tu una nonna che “abbelliva” ogni cosa o che aveva qualche rito strano prima di mettersi a fare qualcosa? Raccontamelo, che davanti a un caffè le storie sono ancora più buone!

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