Scrivi? hai mai fatto un diario? hai mai fatto Journaling?
Scommetto che è successo anche a te: vedi quei video bellissimi di journaling sui social e pensi: “Che meraviglia, ma io non avrò mai il tempo (o la calligrafia perfetta) per farlo“. Se ti è passato per la testa, fermati un attimo.
Oggi voglio raccontarti un segreto: per me il journaling ha un nome molto più dolce. Io lo chiamo diariare.

È lo strumento che trasforma il taccuino in uno specchio. Io lo vedo diviso in tre anime principali:
L’anima introspettiva: Scrivo per capire cosa provo davvero. Non è per gli altri, è per me. È quel modo di svuotare la testa prima di dormire o di mettere in ordine i pensieri al mattino.
L’anima creativa (Art Journaling): Qui lascio spazio ai colori, ai miei washi tape, ai timbri e agli stickers. La pagina diventa un collage di come mi sento in quel momento, senza regole.
L’anima organizzativa (Bullet Journal): Uso la carta per gestire impegni, abitudini e obiettivi, ma sempre con il mio tocco personale e decorativo.
La mia visione: L’atto di Diariare
Ma ecco il punto fondamentale che vorrei trasmetterti qui su arite.it. Per il mondo esterno, il journaling è spesso visto come una “disciplina” rigida: devi essere costante, devi saper disegnare, devi essere perfetta.
Per me, invece, il journaling è semplicemente l’atto di diariare.
È il mio contenitore universale, un posto dove la vita vera si poggia sulla carta. È lì che:
- Conservo lo scontrino di quella cena speciale che non voglio dimenticare.
- Annoto la frase di un libro che mi ha fatto battere il cuore.
- Sperimento con quel nuovo sticker che mi piaceva troppo per restare nel cassetto.
In breve: per me il journaling è la scatola dei tesori, e diariare è il gesto magico di chi decide di custodirli tra le pagine.
“fare journaling è l’esercizio, diariare è la passeggiata nel proprio mondo interiore.”
Perché dovresti iniziare a Diariare anche tu
Vedi, la differenza è tutta qui. La ginnastica si fa perché si deve, la passeggiata si fa perché si ha voglia di scoprire.
Diariare non è un impegno da incastrare in agenda, è dare una casa ai tuoi frammenti di vita, accettando anche le macchie di caffè e i pensieri scritti di corsa.
Se sei una donna creativa e romantica come me, troverai in questa pratica il tuo rifugio sicuro, lontano dalle performance dei social e vicina a te stessa.
E tu? Oggi come stai diariando?
Se hai voglia di iniziare questa passeggiata creativa con me, sbircia tra i taccuini, le penne e i washi tape che ho scelto con cura su arite.it
Già hai iniziato a Diariare? scrivilo nel forum o nei commenti qui sotto




Inizialmente usavo un’agenda settimanale, successivamente mi sono resa conto che volevo più spazio per annotazioni e pensieri, alla fine la mia quotidianità la riporto su un’agenda giornaliera in a6. Oltre a fungere da agenda personale (quella lavorativa è un’altra) ogni giorno scrivo un resoconto della giornata annotando le sensazioni o pensieri, inoltre mi tengo una parte della pagina per annotare con piccoli disegni stilizzati libri che leggo o audiolibri che ascolto principalmente in auto, stessa cosa per serie tv o film (indicando a fianco un punteggio in base al gradimento). Se la pagina non mi è sufficiente ne aggiungo una che poi incollo al bordo dell’altra. In base all’umore uso nastro washi o stickers, la frase di un bacio perugina che magari mi sono concessa , un disegno che mi ha fatto mia nipote. In un anno diventa il resoconto del mio anno che vive la mia quotidianità e che mi fa rilassare la sera, nel futuro poi diventerà un ricordo da rivedere e rileggere.